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La missione PolarQuEEEst a gonfie vele!

E' iniziata nel migliore dei modi la missione PolarQuEEEst (www.polarquest2018.org), con i tre rivelatori del progetto che già stanno simultaneamente prendendo dati. Erano stati assemblati al CERN nello scorso mese di maggio da un team congiunto di studenti e docenti italiani, svizzeri e norvegesi, sotto la supervisione di ricercatori dell'esperimento EEE - Extreme Energy Events - La Scienza nelle Scuole (eee.centrofermi.it), il progetto strategico del Centro Fermi nel cui ambito si svolge questa attività, e adesso sono stati messi in operazione.

Si tratta di piani di scintillatori letti da un'elettronica specificatamente progettata per PolarQuEEEst, e un sistema di readout basato un single-board computer, con soluzioni innovative per venire incontro alle specifiche di peso, ingombro e consumo estremamente ridotti del progetto. Uno dei rivelatori è installato a Bra, presso il Liceo Giolitti-Gandino, e un altro a Nessoden, vicino ad Oslo, presso la locale Scuola Superiore.
Il terzo è installato sul Nanuq, un veliero ecologicamente sostenibile, che il 22 luglio scorso ha incominciato la sua navigazione da Isafjordur, nell'Islanda del nord, e sta attualmente attraversando il mare di Groenlandia per giungere a Longyearbyen, nelle isole Svalbard, il 1 agosto. Ne ripartirà il 4 agosto per Ny Aalesund, insediamento scientifico dove ha sede anche la stazione di ricerca italiana del CNR “Dirigibile Italia", per una cerimonia commemorativa alla presenza dei responsabili scientifici del progetto e dei discendenti dell’equipaggio del dirigibile ITALIA. Poi Nanuq salperà per una circumnavigazione completa delle Svalbard alla ricerca dei resti del dirigibile, tragicamente precipitato alle Svalbard il 24 maggio 1928 e mai più ritrovato, per rientrare a Longyearbyen il 24 agosto, da cui salperà nuovamente stavolta verso Tromso, nella Norvegia continentale, dove la missione si concluderà prevedibilmente il 4 settembre.
Come il dirigibile Italia novanta anni fa, anche il Polar Nanuq ha a bordo strumentazione scientifica, in questo caso con tre principali obiettivi: studiare la radiazione cosmica alle alte latitudini (la missione PolarQuEEEst, appunto), raccogliere dati sull’inquinamento da microplastiche disperse in mare e fare telerilevamenti geografici per modellizzazione 3D e raccolta di dati su fauna e coste.
Il Centro Fermi ha organizzato con successo la missione PolarQuEEEst, coordinandosi con team delle Università e delle sezioni INFN di Bari e Bologna, e del Politecnico di Torino, provvedendo all'installazione in loco della strumentazione non solo in Italia ma anche in Norvegia e sul Nanuq, con il supporto di docenti e studenti locali. Inoltre, una ricercatrice del progetto è imbarcata sul Nanuq, per verificare il corretto funzionamento della strumentazione a bordo e trasmettere, quando possibile, i primi dati. Si tratterà, infatti, della prima misurazione del flusso dei raggi cosmici effettuata in superficie a latitudini così alte, quindi di grande rilevanza scientifica. Inoltre, la possibilità di correlare dati con le stazioni in Norvegia e Italia, resa possibile grazie al sistema GPS, è sicuramente un valore aggiunto per i dati raccolti.
La missione sta avendo enorme risonanza sui mezzi di comunicazione, sia nazionali che internazionali. E in più, è un'occasione unica per partecipare a un'avventura eccezionale, in nome della scienza e del rispetto dell'ambiente.

 

The PolarQuEEEst mission is on sailing!

The PolarQuEEEst mission (www.polarquest2018.org) has just started in the best possible way, with its three detectors already taking data simultaneously. They had been assembled at CERN during last May by a joint team of Italian, Norwegian and Swiss students and teachers, under the supervision of researchers from the EEE - Extreme Energy Experiment - Science in the Schools (eee.centrofermi.it) experiment, the strategic project of Centro Fermi where this activity belongs, and now they are in operation.
They consist in scintillator tiles readout by means of a custom electronics, specifically designed for PolarQuEEEst, and by a single-board computer, featuring innovative solutions to meet the very tight requirements in terms of weight, size and power consumption dictated by the project. One detector has been installed in Bra, at the Giolitti-Gandino high school, and another at Nessoden, nearby Oslo, at the local school.
The third is installed on the Nanuq, an eco-friendly sail boat which last 22 July started its navigation from Isafjordur, North Iceland, and is currently crossing the Greenland see to reach Longyerbeyan, in the Svalbard archipelago, on the 1st August. On August 4 it will leave toward Ny Alesund, a scientific base where also the CNR "Dirigibile Italia" research station is located, for a commemorative ceremony at the presence of the scientific projects’ responsibles and the descendants of the Italia airship crew. Then Nanuq will sail for a complete circumnavigation of the Svalbard islands in search of the relics of the airship, thereby tragically crashed on the 24 May 1928 and never found again, to go back at Longyerbyean on the 24 August, from which it will sail again toward Tromso, Norway, where the mission will see its end presumably on the 4th September.
Just like the Italia airship ninety years ago, the Polar Nanuq is carrying some scientific instrumentation, in this case with three main goals: studying the cosmic radiation at high latitudes (the PolarQuEEEst mission, exactly), collecting data about pollution from the microplastics dispersed in the sea, and making geographical remote sensing for a 3D modelling of fauna and coastlines.
The Centro Fermi has been successfully organizing the PolarQuEEEst mission, in coordination with teams from the University and INFN sections of Bari and Bologna, and Turin polytechnic, taking care of the detector installation not only in Italy but also in Norway and on the Nanuq, with the support of local teachers and students. Moreover, one researcher from the project is currently sailing aboard the Nanuq, to monitor the correct operation of the instrumentation and transmit, whenever possible, the first data. This, in fact, will be the first measurement of the cosmic ray flux at such high latitudes, very relevant from the scientific point of view. Moreover, the possibility of making correlations with the data collected in Norway and Italy, made possible thanks to the GPS system, is an important added value.
The mission is having a huge resonance on the media, Italian and international. And more, it is a unique occasion to take part to an extraordinary adventure, in the name of science and environment.

pq1Il team di installazione del rivelatore di PolarQuEEEst a Nessoden, nei pressi di Oslo
The team installaing the PolarQuEEEst detector at Nessoden, nearby Oslo


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Un docente e gli studenti del liceo Giolitti-Gandino a Bra, dove è stato installato in secondo rivelatore di PolarQuEEEst
Students and one teacher at the Giolitti-Gandino high school in Bra, where the second PolarQuEEEst detector has been installed


pq3Il team di installazione del rivelatore PolarQuEEEst a bordo della barca Nanuq, ad Isafjordur, in Islanda del nord
The installation team for the PolarQuEEEst detector aboard the Nanuq sailship, at Isafjordur, North Iceland


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Il rivelatore a bordo della Nanuq, durante la sua installazione
The PolarQuEEEst detector aboard Nanuq, during its installation

 

 

 

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La barca Nanuq che naviga nel mare di Isafjordur
The Nanuq, sailing in the Isafjordur sea

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